giovedì 26 novembre
BUONGIORNO, MINISTRO!
Buongiorno, Ministro! è una bellissima commedia spagnola, in prima assoluta per l’Italia, un mix di comicità grottesca e imprevedibile, talvolta romantica, mai volgare, scritta in modo elegante e indimenticabile da una delle penne più geniali della drammaturgia spagnola. Una commedia da infarto, senza freni, che non risparmia al pubblico una successione quasi senza sosta di esilaranti gag e battute pirotecniche, rese ancora più divertenti da un cast di tutto riguardo. Un ministro, coinvolto in uno scandalo di corruzione che gli ha rovinato la vita e la carriera politica, sta per compiere l’estremo gesto con un colpo di pistola, ma viene salvato da una venditrice porta a porta che lo travolge con la sua energia e la sua umanità, aiutandolo a ritrovare il coraggio di affrontare i problemi. Sembra l’inizio di una commedia romantica e a lieto fine, ma gli imprevisti sono dietro l’angolo per colpa della sgangherata famiglia della donna (un marito malavitoso, la prostituta che frequenta, un padre paralizzato sulla sedia a rotelle) che creerà una spirale di situazioni sempre più imbarazzanti, incredibili ed esilaranti. Sulla scia di una trama che può ricordare alla lontana il film cult Un pesce di nome Wanda, i colpi di scena si susseguono fino ad arrivare ad un finale sorprendente e imprevedibile che lascerà il pubblico a bocca aperta.

con Enzo Iacchetti e Carlotta Proietti
e con Ermenegildo Marciante e Gigi Palla e Loredana Piedimonte
testo di Jordi Galceràn
regia Ferdinando Ceriani
traduzione Pino Tierno ed Ilaria Panichi
musiche Nicola Piovani a cura di Pasquale Filastò
costumi Susanna Proietti
scene Accademia di Belle Arti di Perugia
con la supervisione di Marta Crisolini Malatesta
light designer David Barittoni
produzione POLITEAMA SRL
giovedì 28 gennaio
TERZO TEMPO
di Lidia Ravera
liberamente ispirato all’omonimo romanzo (ed. Bompiani)
Tratto dal romanzo di Lidia Ravera, Terzo Tempo è un’esplosione di battute e umanità, dove l’umorismo non banalizza ma illumina. Non la solita storia di una coppia borghese in crisi, ma un inno disarmato e ironico all’arte di invecchiare con desideri intatti e lo sguardo rivolto avanti. A interpretare questa coppia per nulla convenzionale, due fuoriclasse del teatro comico italiano, Lucia Vasini e Paolo Hendel, qui diretti da Emanuela Giordano. Lo spettacolo racconta del tempo che resta e di quello che si decide di farne, di ciò che si può ancora rimettere in circolo quando sembrerebbe tardi: energie, affetti, desideri, ostinazioni. È una commedia tenera e spiazzante, attraversata da battute che arrivano di traverso e da una malinconia vitale, affidata a interpreti capaci di tenere insieme ironia e fragilità, poesia e goffaggine, restituendo personaggi profondamente umani, contraddittori, riconoscibili. Un invito a guardare la vecchiaia non come un epilogo ordinato, ma come uno spazio ancora aperto, instabile e sorprendente, da abitare con coraggio. Una coppia fuori norma: Domenico e Costanza, marito e moglie “separati di fatto ma non troppo”, hanno superato i sessant’anni e continuano a scegliersi a intermittenza. Si vedono, mangiano insieme, discutono di tutto e poi ognuno torna a casa propria. Lui è accomodante, ironico, apparentemente pacificato con la vita; lei è irrequieta, umorale, immaginifica, capace di slanci generosi e di azzardi poco pratici. Matteo, il figlio, osserva tutto con l’insofferenza di chi sperava in genitori “finalmente maturi”. Tornato in Italia dopo un passaggio a vuoto, vorrebbe ordine, compostezza, un invecchiare senza scosse. Invece si ritrova davanti una madre che rilancia, che pretende ancora un pezzo di vita non addomesticato, un tempo supplementare da giocare fino in fondo. Accanto a loro c’è Dolores, presenza luminosa e concreta: ascolta, stempera, ricuce e, senza fare rumore, accompagna tutti verso un finale che somigli almeno un po’ a una possibilità. La voce di Dolores trascina in una leggerezza sottolineata da ritmi di gypsy jazz – che miscela gypsy, swing e valzer musette – reinterpretati dai compositori e polistrumentisti Tommaso di Giulio e Leonardo Ceccarelli.

drammaturgia Lidia Ravera e Emanuela Giordano
regia e luci Emanuela Giordano
con Lucia Vasini, Paolo Hendel,
Viola Lucio, Marco Mavaracchio
scene Stefano Zullo
musiche Tommaso di Giulio e Leonardo Ceccarelli
costumi realizzati da Simona Dondoni
sartoria del Teatro Franco Parenti
produzione TEATRO FRANCO PARENTI
in coproduzione con AGIDI
martedì 9 febbraio
HOSPITALITY SUITE
di Roger Rueff
Hospitality Suite è un’opera teatrale scritta da Roger Rueff, un testo che affronta con acume e profondità i temi dell’identità, della moralità e delle scelte di vita. Ambientata in una suite d’albergo durante una convention aziendale, la pièce segue tre venditori di un’importante compagnia industriale che cercano di conquistare un potenziale cliente cruciale per le sorti dell’azienda. Il dialogo serrato tra i personaggi svela poco a poco le loro vulnerabilità, ambizioni e illusioni, offrendo al pubblico uno spaccato umano che va ben oltre la superficie professionale. Una riflessione attuale e potente sul lavoro, le relazioni interpersonali e le domande esistenziali che ognuno si pone nel corso della propria vita. “Hospitality Suite” è uno spettacolo che tocca l’anima e il cuore dello spettatore. Un’occasione unica per vedere in scena un testo di rara profondità e attualità, interpretato da uno degli attori più talentuosi del panorama teatrale italiano. La potenza del testo di Roger Rueff risiede in ciò che stiamo pienamente vivendo oggi: la società della tecnica, lo sfruttamento della natura e dell’uomo per il solo sviluppo della tecnica stessa, l’uomo che diventerà superfluo perché sostituibile dal robot. In questo testo attraversiamo le premesse di tutto ciò. Affascina l’incontro tra queste tre differenti umanità: Phil – Larry – Bob – i nostri tre protagonisti, ciascuno in una fase della propria vita ben precisa, con i propri drammi interiori ed i conflitti esterni legati al bisogno d’affermazione e di conquista di un’identità sociale. Nessuno è portatore di una verità oggettiva, se vogliamo tutti sono fallibili, incompleti. È curioso pensare come, al di là del risultato finale, ciò che accade in questo incontro, avvenuto dentro una stanza d’hotel, possa cambiare il destino di tutte queste anime. È l’urlo dell’umanità, del recupero di essa, che può salvarci.

traduzione italiana di Paola Ponti e Paola Ermenegildo
in accordo con Arcadia & Ricono Ltd per gentile concessione di Roger Rueff
regia Francesco Scianna
con Francesco Scianna, Sergio Romano, Lorenzo Crovo, Fabrizio Romano
scene e luci Angelo Linzalata
costumi Stefania Cempini
musiche Paolo Spaccamonti
regista assistente Luca Bargagna
produzione MARCHE TEATRO, GOLDENART PRODUCTION, TEATRO BIONDO DI PALERMO, LA FABBRICA DELL’ATTORE – TEATRO VASCELLO
martedì 23 febbraio
GUARDA LE LUCI, AMORE MIO
di Annie Ernaux tratto dall’omonimo libro di Annie Ernaux
Guarda le luci, amore mio è tratto dall’omonimo libro della scrittrice francese Annie Ernaux, vincitrice del Premio Nobel per la letteratura nel 2022. L’autrice, una delle voci più autorevoli della cultura contemporanea, scelse senza esitazioni di portare alla luce uno spazio da sempre ignorato dalla letteratura: l’ipermercato, formidabile specchio della realtà sociale. Ernaux annotò le contraddizioni e le ritualità, ma anche le insospettate tenerezze, di quel tempio del consumo. Per un anno intero, la scrittrice ha documentato le sue visite all’Auchan di Cergy, alle porte di Parigi, osservando dinamiche sociali, comportamenti, disuguaglianze e gesti di ordinaria umanità tra gli scaffali, i carrelli e le casse automatiche. Ne è nato un diario poetico e politico, in cui la lista della spesa si trasforma in un gesto narrativo. A contatto con le scintillanti montagne di merci della grande distribuzione, prese vita una riflessione narrativa su uno dei teatri segreti del nostro vivere collettivo. «Il mondo di Ernaux è privo di pregiudizi» commenta Michela Cescon, regista dello spettacolo, «e se solitamente i supermercati vengono giudicati dei non-luoghi, per lei non è così: la vita in essi esiste, se sai guardarla, considerarla, raccontarla, perché il supermercato, romanzo del mondo contemporaneo, è diventato ora il nostro modo di “fare società”». Le scene e soprattutto le luci di Dario Gessati, insieme al sound design di Shari Delorian, dialogano bene e aprono in maniera suggestiva al pubblico le porte di una dimensione in cui si riflette l’invisibile che ci circonda: le classi sociali, il potere del consumo, la solitudine, ma anche la dolcezza inattesa della prossimità.

riduzione drammaturgica Lorenzo Flabbi, Michela Cescon
con Valeria Solarino, Silvia Gallerano
regia Michela Cescon
scene, luci e costumi Dario Gessati
sound designer Shari Delorian
produzione TEATRO STABILE DI BOLZANO, TEATRO STABILE DI TORINO – TEATRO NAZIONALE
in collaborazione con TEATRO DI DIONISO, RICCIONE TEATRO, L’ORMA EDITORE
lunedì 22 marzo
A CASA TUTTI BENE
regia di Gabriele Muccino
Una famiglia si riunisce nella casa storica per festeggiare l’ottantesimo compleanno della madre, Alba. Questo incontro farà deflagrare antichi conflitti e nuove tensioni. Conosceremo gli 11 personaggi e le loro articolate relazioni attraverso le dinamiche che si svilupperanno in scena e ci rispecchieremo nelle loro speranze, nei loro innamoramenti, nei loro tradimenti, nel loro affannarsi e credere in un futuro migliore. “Portare “A Casa Tutti Bene” a teatro è per me un’avventura importante oltre che una naturale evoluzione della storia. L’unità di luogo e di tempo, concentrata nella casa di famiglia, si adatta perfettamente al linguaggio teatrale, trasformando il palco in un microcosmo dove esplodono le dinamiche familiari. Il teatro amplifica l’intensità emotiva dei personaggi, rendendo il pubblico partecipe delle loro fragilità e tensioni. È un racconto universale in cui ognuno può riconoscersi, trovando nei complessi legami familiari un riflesso delle proprie esperienze. Con questo adattamento voglio offrire un’esperienza intima e profonda, che catturi l’essenza della famiglia, con le sue imperfezioni e i suoi conflitti.” (Gabriele Muccino)

con Anna Galiena – Fabio Troiano
Alice Arcuri, Alice Angelica, Simone Colombari, Sandra Franzo, Lorenzo Cervasio, Vera Dragone, Alessio Moneta, Celeste Savino, Ilaria Carabelli
Musiche Nicola Piovani
Coproduzione Best Live e Teatro Stabile d’Abruzzo
Scritto da Gabriele Muccino
con la collaborazione di Marcello Cotugno e Irene Alison
Musiche a cura di Pasquale Filastò – Edizioni Lodus Production
Scene Roberto Crea
Costumi Angelica Russo
Luci Marco Macrini
Video grafica Mirko Ruggiero – Jacopo Reale
Aiuto regia Martina Glenda
Casting Marita D’Elia
Direttore di Produzione Francesca Chiappetta
Produzione esecutiva Elisabetta Nepitelli Alegiani
Tratto dal film “A casa Tutti bene”
Scritto da Gabriele Muccino e Paolo Costella
Prodotto da LOTUS PRODUCTION- una società del gruppo LEONE FILM GROUP
con Rai Cinema
martedì 13 aprile
IL BAR SOTTO IL MARE
di Stefano Benni
C’è un bar nascosto nelle profondità del mare, un luogo fuori dal tempo dove le storie affiorano come bolle: ironiche, struggenti, visionarie. È da questo spazio immaginifico che prende vita Il bar sotto il mare, uno dei libri più amati di Stefano Benni, un mosaico di racconti che mescolano satira, poesia, comicità surreale e improvvisi affondi di umanità. Lo spettacolo porta in scena una selezione di storie e personaggi che popolano l’universo di Benni: creature grottesche e tenerissime, monologhi fulminanti, situazioni paradossali che, dietro il sorriso, rivelano una lucida e spietata osservazione del nostro presente. Un mondo dove il riso diventa strumento critico e la fantasia una forma di resistenza. Antonio Ornano, interprete di straordinaria versatilità comica e narrativa, dà corpo e voce a questo caleidoscopio di umanità, muovendosi tra comicità esplosiva, momenti di sottile malinconia e altri di intensa emotività. Accanto a lui la giovane Gaia Elisa Rossi, attrice, cantante, ballerina e illusionista, a dare il tocco finale all’atmosfera magica che permea come un filo rosso questo ciclo di racconti.

con Antonio Ornano
e con Gaia Elisa Rossi
scene e costumi Guido Fiorato
disegno luci Andrea Violato
musiche Paolo Silvestri
drammaturgia e regia Giorgio Gallione
una produzione AGIDI
in collaborazione con EPOCHÈ ARTEVENTI
Abbonamento 6 spettacolo €130,00
Posto unico numerato
intero € 25,00
ridotto (under 26, over 65) € 23,00
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