Itinerario Patrimonio
Artistico

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Arte contemporanea a Lerici

Il Comune di Lerici, negli ultimi anni, si è impegnato nella valorizzazione del patrimonio artistico e paesaggistico e, con questo spirito, ha riqualificato alcuni punti nevralgici del territorio, tra cui le rotatorie di accesso a Lerici e San Terenzo, scegliendo opere d’arte contemporanea che, entrate a far parte del patrimonio comunale e utilizzate come arredo urbano, valorizzano il territorio, facendosi portavoce di valori sia artistici che sociali.

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La danza della rivelazione, di Vivianne Duchini

“La danza della rivelazione” è un’opera in bronzo realizzata da Vivianne Duchini, collocata all’interno dei giardini storici di Lerici in occasione delle celebrazioni dell’VIII centenario della morte di San Francesco d’Assisi (1226/2026).  Lerici è stata scelta tra i 10 comuni italiani destinati ad ospitare altrettante opere nell’ambito del progetto nazionale “Sculture – Nuovi Segni”, curato da Francesca Sacchi Tommasi di Etra Studio Tommasi, con l’obiettivo di mantenere viva l’eredità spirituale e culturale del Santo attraverso l’arte contemporanea.

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Vivianne Duchini, scultrice argentina di fama internazionale, ha realizzato opere esposte in tutto il mondo: nella sua ampia produzione ha indagato e approfondito il rapporto tra uomo e cavallo. Per Lerici, l’artista ha scelto di rappresentare uno dei momenti fondamentali nella vita di Francesco: il ritorno dalla guerra e l’inizio della sua conversione. Ispirandosi all’iconografia giottesca del ciclo di affreschi della Basilica Superiore di Assisi e, in particolare, alla scena del “Dono del mantello”, raffigura un giovane Francesco che, spogliatosi dei propri abiti, scende da cavallo, mentre l’animale sembra piegarsi in un inchino riverente, una sorta di danza, da cui scaturisce il titolo dell’opera. “… non vi è più dominio né guerra, ma un’armonia profonda in cui il passato guerriero del Santo si riconcilia con il presente divino e la forza terrena cede il passo alla grazia della fraternità universale”, sottolinea Francesca Sacchi Tommasi, curatrice del progetto.

Paesaggio Mentale, di Yoshin Ogata

Nel 2016, sulla scia del successo ottenuto dalla mostra “Il Ciclo della Vita” tenutasi al Castello San Giorgio, realizzata con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero per i Beni e La Attività Culturali, l’artista giapponese Yoshin Ogata ha donato al Comune di Lerici una delle sue opere più iconiche. “Paesaggio Mentale”, scultura in marmo bianco di Carrara, è collocata su una rotatoria di ingresso della città, in prossimità della galleria Primacina.

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La “goccia” di Ogata di varie forme e dimensioni, scolpita con maestria nei marmi più pregiati, rappresenta la vera matrice artistica dell’artista nipponico. L’acqua, che racchiude in sé inizio e fine della vita, goccia dopo goccia, espandendosi crea forme, cerchi concentrici attorno ad un vuoto centrale. La forma si integra nel paesaggio ed interagisce con esso: la poetica di Ogata, per trovare la sua massima espressione, necessita del vuoto circostante e del rapporto diretto con l’ambiente. Per questo le sue opere esaltano spazi, paesaggi, epanorami nelle città di tutto il mondo, dal Brasile all’Arabia Saudita, dalla Turchia alla Spagna.
Nato in Giappone, laureatosi in scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, Ogata ha viaggiato e vissuto in diverse parti del mondo, da Londra agli Stati Uniti, dal Messico a Roma, scegliendo poi l’intimo paesaggio collinare di Zanego come sua dimora.

Forma Golfo dei Poeti, di Carlo Bacci

L’ingresso occidentale di Lerici ha cambiato volto nel segno dell’arte: al centro della rotatoria di Via Gozzano, (per chi arriva dalla Spezia subito dopo la galleria degli Scoglietti) campeggia un’opera dell’artista tellarese Carlo Bacci, realizzata con pietra grigia locale, in partelasciata grezza, a ricordare l’asprezza del nostro territorio.

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Come spiega lo stesso artista: “La scultura è costituita da tre blocchi: sopra duevele e alla base un blocco che rappresenta un castello. Quello di Lerici per chi arriva dalla Spezia, quello di San Terenzo per chi viene dalla direzione opposta”. La scultura, che ha l’aspetto di un pesce – una delle figure ricorrenti dell’arte di Bacci – fa parte della serie Forma,sintesi tra Bacci e il suo territorio di appartenenza.
La realizzazione di ‘Forma Golfo dei Poeti’ è stata resa possibile grazie al sostegno dell’impresa Demetra (Massa), della famiglia Bencaster.L’opera di Via Gozzano è un’altra tappa del rapporto tra l’artista e il Comune di Lerici dopo l’installazione di cartellonistica di benvenuto nelterritorio comunale caratterizzata dai popolari e simpaticissimi “Sovi”.

La metamorfosi della fenice, di Antonio De Paoli

L’Araba Fenice, uccello mitologico simbolo per eccellenza di “morte e rinascita”, è la figura mitologica evocata nell’opera realizzata da DePaoli in occasione del centenario del tragico “scoppio di Falconara”, celebrato nel 2022.
Spiega l’artista: “Il mito in questione, che rappresenta il concetto di resilienza, è più attuale che mai. Il riscatto e la rinascita della tragedia diFalconara possono essere presi da esempio.

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Questa zona è “rinata dalle proprie ceneri” come l’Araba Fenice, più forte e più bella”. E ancora “La sua forma è “congelata” nell’istante incui si trasforma in un albero d’ulivo, albero simbolo della pace e rinascita. La sua metamorfosi non è ancora compiuta, solo la sua ala sinistra ha preso la forma dell’albero. E’ la metafora delle possibilità di crescita che questa area “rinata”.
Antonio de Paoli, artista, scultore e scenografo, ha realizzato opere d’arte celebrative e commemorative collocate in spazi pubblici in ogniparte d’Italia. Nel 2022 ha vinto il concorso di idee bandito dal Comune di Lerici per la realizzazione di una creazione che potesse commemorare il tragico evento del 1922, allorquando la polveriera collocata all’interno della batteria di Falconara – la collina sopra a SanTerenzo – esplose provocando centinaia di morti e senzatetto. Fu una delle più gravi tragedie dell’Italia postunitaria e, avendo coinvolto sia la Regia Marina che i volontari di diverse istituzioni (es. le Pubbliche Assistenze) è considerata come l’ideale inizio della Protezione Civile italiana.

Dante Alighieri, di Giuseppe Silvestri

In occasione dei 700 anni dalla morte del poeta (nel 2021) una scultura raffigurante Dante Alighieri, in marmo bianco di Carrara, è stata collocata nei giardini del lungomare Lericino.
L’opera è stata realizzata dall’artista e professore del Liceo Artistico di Carrara, Giuseppe Silvestri, ed è forgiata con il materiale fornito da Attilio Bencaster, che già ha donato il marmo per la statua di Carlo Bacci collocata nella rotonda di Bagnara.

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Il Sommo Poeta tiene in mano un libro su cui sono incisi i celebri versi del canto III del Purgatorio, in cui compare Lerici. Al suo arrivo davanti alle ripide pendici del Purgatorio, infatti, Dante si rende conto di quanto sia aspra l’ascesa di quella montagna, paragonandola alla costa della Liguria, altrettanto ripida, franosa e pericolosa. Per identificare il territorio ligure, ne cita i due estremi: Lerici, porto da lui probabilmente frequentato nei suoi viaggi per e dalla Lunigiana, e Turbia, borgo collinare alle spalle di Montecarlo.
“Noi divenimmo intanto a pie’ del monte:
quivi trovammo la roccia sì erta,
che ‘ndarno vi sarien le gambe pronte.
Tra Lerice e Turbia, la più diserta,
la più rotta ruina è una scala,
verso di quella, agevole e aperta.
”
Purgatorio, canto III, versi 46-51

Goccia, di Yoshin Ogata

Yoshin Ogata  torna ad esporre a Lerici con l’installazione temporanea della sua Goccia, opera già presentata nel corso di una mostra svoltasi sul territorio nel 2016.
La Goccia costituisce la matrice artistica più autentica della ricerca di Ogata.

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L’acqua, elemento centrale nella poetica dell’artista, diventa simbolo universale di origine e  trasformazione: goccia dopo goccia, genera movimento, espansione e cerchi concentrici attorno a un vuoto centrale. L’opera dialoga con il paesaggio e con l’ambiente circostante, trovando la propria massima espressione proprio nello spazio aperto e nel rapporto diretto con il contesto urbano e naturale. L’installazione nella fontana di Piazza Garibaldi assume così un significato particolarmente profondo, soprattutto per Lerici, città storicamente legata al mare e all’acqua come elemento identitario.

La Forza della Vita, di Mario Tamberi

La forza della vita è l’opera dell’artista Mario Tamberi, collocata al centro della rotatoria di Carbognano. Costituita da tre pesci sovrappostiin scala prospettica verticale, per un’altezza di circa due metri e cinquanta (69 cm di larghezza per 30 cm di spessore), poggia su una base in ferro, fissata ad un basamento in cemento armato di circa 80 cm di diametro. Alla base sono posizionati due punti luce che, nel buio, ne esaltano le superfici.

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L’artista afferma che “L’opera è stata concepita come slancio dinamico verso il cielo in un movimento verticale sinuoso, che vuole simboleggiare l’ancestrale lotta alla sopravvivenza del mondo marino e della gente di mare del nostro meraviglioso paese. La scelta del bronzo e del colore verde smeraldo della patinatura, con riflessi dorati e ramati, riprendono armonicamente il colore degli ulivi, delle agavi e del nostro mare”.
L’opera è stata donata dall’artista lericino a corollario della mostra allestita nelle sale del Castello San Giorgio nel 2022: intitolata “Pensareun tempo migliore”, la personale è stata realizzata per celebrale la cinquantennale carriera di Mario Tamberi, artista multiforme, pittore escultore, insegnate e promotore culturale, che ha elaborato linguaggi espressivi sempre diversi, sperimentando materiali e materie di ognigenere, anche di recupero. Il mare è, senza dubbio, volano della sua poetica artistica e i pesci, simbolo vitale per eccellenza, ne sono spessoi protagonisti, come nell’opera di Carbognano.

La lumaca, di Yoshin Ogata

Collocata a La Serra, la “Lumaca” di Ogata si distacca dalla classica poetica dell’artista, pur riprendendone lo stile nella sapiente lavorazione del marmo bianco di Carrara, levigato con maestria per dare forma ad un’opera che richiama simbolicamente la tradizione locale.

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Il borgo della Serra è storicamente legato alla “lumaga”, alla quale si richiamano sia la festa patronale e che la storica sagra, che dadecenni animano il paese nel mese di agosto. Il comune di Lerici ha promosso la realizzazione dell’opera con l’intento di conservare epromuovere questa peculiarità culinaria e riconoscere il valore della tradizione radicata nel territorio con attenzione alle specificità e alle caratteristiche che distinguono le varie frazioni.

Il Gro di Carlo Bacci

“Il GRO” è il nome del grande scoglio che si trova proprio davanti a Tellaro, una discesa a mare molto suggestiva.  Nella riqualificazione di questo luogo è stata inserita la nuova scultura dell’artista Carlo Bacci che è stata inaugurata nel 2021. L’opera ne celebra il nome e riprende la spirale del tentacolo del polpo, simbolo grafico di Tellaro.  Una scultura molto significativa e di grande impatto visivo come sono tutte le opere di Bacci Le parole dell’artista: felice ed onorato di essere stato chiamato in causa per il “nostro” GRO. Non ho avuto nessun dubbio su come realizzare questo intervento, solo nome e cognome di questo luogo, così importante per noi che a Tellaro siamo nati e cresciuti: GRO un suono che ne racchiude l’immagine compatta. Il suo colore ruggine, che mi porto dentro da sempre. Donazione famiglia Barogno.

Luna solare di Carlo Bacci

Nel 2001, grazie alla donazione di Cristina De Megni, veniva riqualificato l’ Orto dei Limoni a Tellaro (SP), per la quale l’artista ha inserito una pianta primordiale in ferro dove i 3 elementi, Luna, Sole, terra, danzano in armonia, creando una sorta di vibrazione ancestrale. Nel tempo la collocazione è cambiata:  al posto del limoneto e delle vasche, dove si andava a lavare ed a stendere, è stato messo in un parco giochi ben inserito in mezzo al verde. Luna Solare, da oggi, è gialla limone a memoria di quello che fu un tempo quel luogo, e sicuramente più in linea con il contesto del momento.

Forma Filippo Tommaso Marinetti di Carlo Bacci

Questa scultura di Carlo Bacci, donata da banca Intesa al comune di Lerici anno 2003, è dedicata al fondatore del movimento Futurista ed è ispirata agli aerei dei primi del 900, oltre a contenere i simboli del Futurismo:
-Il numero 11, come gli 11 punti del manifesto futurista, redatto da Marinetti
-la freccia simbolo della velocità del movimento. La scultura contiene inoltre il numero 70, perché la mostra era stata concomitante con i 70 anni della sfida Marinettiana nel Golfo dei Poeti. Ricordiamo che i Futuristi – e Marinetti stesso – erano soliti frequentare Lerici e San Terenzo: molte feste futuriste si tenevano nella sala da ballo dell’odierno stabilimento balneare “Colombo”.

Il Gabbiano di Carlo Bacci

In occasione del 50° dalla fondazione (1976-2026) l’associazione Il Gabbiano asd ha scelto un’opera di Carlo Bacci da collocare nei giardini riqualificati di Largo Tarabotto. Titolo dell’opera, appunto, il Gabbiano.

Guarda di Carlo Bacci

Scultura in ferro collocata sugli scogli di Tellaro.
Tornato dalla Spagna ho sentito il desiderio di bloccare il mio legame con la terra di Almeria in un opera. La scultura è ispirata all’Indalo spagnolo, un simbolo porta fortuna il cui nome deriva da: indal eccius, che significa messaggero di Dio. Guarda sta sugli scogli di Tellaro a meditare sul mare del Golfo dei Poeti.

Castello di
Lerici

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Castello di
San Terenzo

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