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TERZO TEMPO

28 Gennaio, 2027 | 9:00 pm - 11:00 pm
€25

TERZO TEMPO
di LIDIA RAVERA

liberamente ispirato all’omonimo romanzo Ed. Bompiani
drammaturgia Lidia Ravera e Emanuela Giordano
regia e luci Emanuela Giordano
con Lucia Vasini, Paolo Hendel,
Viola Lucio, Marco Mavaracchio
scene Stefano Zullo
musiche Tommaso di Giulio e Leonardo Ceccarelli
costumi realizzati da Simona Dondoni
sartoria del Teatro Franco Parenti
produzione TEATRO FRANCO PARENTI
in coproduzione con AGIDI

Tratto dal romanzo di Lidia Ravera, Terzo Tempo è un’esplosione di battute e umanità, dove l’umorismo non banalizza ma illumina. Non la solita storia di una coppia borghese in crisi, ma un inno disarmato e ironico all’arte di invecchiare con desideri intatti e lo sguardo rivolto avanti. A interpretare questa coppia per nulla convenzionale, due fuoriclasse del teatro comico italiano, Lucia Vasini e Paolo Hendel, qui diretti da Emanuela Giordano. Lo spettacolo racconta del tempo che resta e di quello che si decide di farne, di ciò che si può ancora rimettere in circolo quando sembrerebbe tardi: energie, affetti, desideri, ostinazioni. È una commedia tenera e spiazzante, attraversata da battute che arrivano di traverso e da una malinconia vitale, affidata a interpreti capaci di tenere insieme ironia e fragilità, poesia e goffaggine, restituendo personaggi profondamente umani, contraddittori, riconoscibili. Un invito a guardare la vecchiaia non come un epilogo ordinato, ma come uno spazio ancora aperto, instabile e sorprendente, da abitare con coraggio. Una coppia fuori norma: Domenico e Costanza, marito e moglie “separati di fatto ma non troppo”, hanno superato i sessant’anni e continuano a scegliersi a intermittenza. Si vedono, mangiano insieme, discutono di tutto e poi ognuno torna a casa propria. Lui è accomodante, ironico, apparentemente pacificato con la vita; lei è irrequieta, umorale, immaginifica, capace di slanci generosi e di azzardi poco pratici. Matteo, il figlio, osserva tutto con l’insofferenza di chi sperava in genitori “finalmente maturi”. Tornato in Italia dopo un passaggio a vuoto, vorrebbe ordine, compostezza, un invecchiare senza scosse. Invece si ritrova davanti una madre che rilancia, che pretende ancora un pezzo di vita non addomesticato, un tempo supplementare da giocare fino in fondo. Accanto a loro c’è Dolores, presenza luminosa e concreta: ascolta, stempera, ricuce e, senza fare rumore, accompagna tutti verso un finale che somigli almeno un po’ a una possibilità. La voce di Dolores trascina in una leggerezza sottolineata da ritmi di gypsy jazz – che miscela gypsy, swing e valzer musette – reinterpretati dai compositori e polistrumentisti Tommaso di Giulio e Leonardo Ceccarelli.

Ph. Asia Ludovica Serpe

Dettagli

Luogo

  • Lerici, Teatro Astoria