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Iniziativa del consigliere Antonio Cosenza “Panchina dedicata” per il 2022 a Giuseppina Pasqualino di
Marineo in arte PIPPA BACCA, artista, nipote di Piero Manzoni, nata a Milano il 9 dicembre 1974.
tragicamente deceduta a Gebze, in Turchia, il 31 marzo 2008 per mano di un uomo che la ha sequestrata,
violentata e uccisa, cosi interrompendo la performance itinerante “Spose in Viaggio”
PIPPA BACCA. I’8 marzo del 2008 parte da Milano insieme ad un’altra artista con l’intenzione di
realizzare la citata performance.
Entrambe, vestite da sposa, viaggiano in autostop in un percorso che da Milano doveva toccare 11 Paesi
coinvolti in conflitti bellici sino ad arrivare a Gerusalemme.
Le artiste si dividono in Turchia e il viaggio si interrompe a causa del decesso di una delle due.
Il progetto artistico era quello di portare una concreta testimonianza di pace e fiducia nel prossimo quale
presupposto di vita e libertà e con questo obbiettivo l’artista milanese in ogni luogo in cui arrivava
contattava delle ostetriche a cui lavava i piedi.
In questo modo, semplice ma allo stesso tempo fortissimo, l’artista non solo dava omaggio a delle donne
che guidano altre donne durante il parto, ma anche sottolinea che la vita è e sarà sempre più forte della
distruzione di cui sono responsabili le guerre, tutte, nessuna esclusa.
Pertanto un forte messaggio di vita che sino a quando il viaggio è durato veniva dall’artista immortalato
dalla sua videocamera.
Il brutale assassinio di PIPPA BACCA potrebbe paradossalmente far pensare al fallimento del suo progetto
che, invece, deve essere considerato un successo.
Basti pensare alla circostanza che l’assassino, dopo averla abbandonata priva di vita, appropriatosi della sua
videocamera, si recava ad un matrimonio di amici soffermandosi a riprendere la sposa che balla spensierata
e felice.
Pertanto quello che rimane è un forte messaggio di vita attraverso la concreta prova che essa non la si può
sconfiggere e le donne ne sono le più potenti testimoni.
Per tutti questi motivi è intenzione che il Comune di Lerici ogni anno dedichi una panchina, quest’anno di
colore bianco come l’abito da sposa indossato dall’artista milanese, ad una persona che attraverso la sua
testimonianza sia o sia stata testimone di un concreto messaggio di pace, libertà e fiducia nel prossimo.