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In occasione dei settecento anni dalla morte del Sommo Poeta, prende forma l’incontro con lo scrittore Luigi Garlando, autore di “Vai all’Inferno Dante”. Modera Alessandro Grasso Peroni.

Una vera e propria sfida: il giornalista di punta della Gazzetta dello Sport, autore di bestseller, vincitore del Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2017 con “L’estate che conobbi il Che”, se da un lato è riuscito a rendere il suo colorito Dante un personaggio credibile, un Dante vero, capace di giocare, di stupirsi, di innamorarsi e di vivere appassionatamente ogni emozione che gli si presenta, dall’altro riesce a presentarci un ritratto veritiero e perfettamente appartenente al suo tempo, restituendogli un lessico unico e singolare poiché il Sommo Poeta comunica solo in terzine dantesche, ottocento circa, che si susseguono in tutto il testo e caratterizzano il personaggio dall’inizio alla fine del romanzo.

È appunto questo il successo di Garlando: La capacità di riuscire a calare nel mondo dei ragazzi, personaggi famosi, restituendo loro un rispetto storico.

I suoi personaggi recuperano stima e fiducia agli occhi dei protagonisti e tutto questo è possibile perché viene messo in campo un processo di “svecchiamento” dei soggetti storici stessi, che permette loro di avvicinarsi al mondo degli adolescenti con i quali
entrano in contatto.

Le due generazioni trovano dei varchi comunicativi, fatti di passioni comuni, sentimenti semplici, messa a nudo di debol

ezze. La semplicità dei sentimenti premia in ogni occasione. È con Fortnite, videogame che piace tanto agli adolescenti, che si stabilisce un primo contatto, tra Vasco, bullo benestante fiorentino, e il Sommo Poeta e da questa passione comune nasce una relazione, uno scambio, un viaggio, un’amicizia.

In tutto il libro, i due linguaggi, quello dei ragazzi e quello del poeta si fondono e trovano attinenze e similitudini. Ne è un esempio chiaro la messa a confronto degli endecasillabi danteschi con il linguaggio rap, entrambi dominati dalla stessa metrica, e la stessa musicalità. Ma anche il concetto dell’amore idealizzato verso Beatrice è simile al sentimento adolescenziale nei confronti dell’innamoramento, che è fatto più di proiezioni che di concretezza: i ragazzi si innamorano dell’idea dell’amore più che dell’oggetto del contendere, proprio come Dante.

La passione che Garlando nutre nei confronti del Sommo Poeta, ci arriva tutta, presentandoci un Dante nuovo, umano e vicino a noi, capace di prenderci per mano e guidarci in questa grande avventura che è la vita!

Appuntamento martedì 1 giugno!
Lerici, Rotonda Vassallo
18h30

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