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mercoledì 8 febbraio 2023 ore 21,00
Teatro Biondo Palermo / Teatro Stabile di Catania / Tradizione e Turismo srl Centro di
Produzione Teatrale – Teatro Sannazzaro di Napoli / Compagnia La Pirandelliana
COSI
, E
, (SE VI PARE)
di Luigi Pirandello
regia di Luca De Fusco
con EROS PAGNI, ANITA BARTOLUCCI, GIACINTO PALMARINI
DOMENICA BRAVO, ROBERTO BURGIO, VALERIA CONTADINO, GIOVANNA
MANGIÙ, PLINIO MILAZZO, LARA SANSONE, PAOLO SERRA, IRENE TETTO
scene e costumi Marta Crisolini Malatesta – luci Gigi Saccomandi
Un grande classico del teatro di Pirandello, quello che indusse Giovanni Macchia a
elaborare la teoria della “stanza della tortura”, viene oggi rivisitato da Luca De Fusco, che
per questa sua sesta regia pirandelliana torna a lavorare con Eros Pagni nell’allestimento
coprodotto dal Teatro Stabile di Catania, dal Teatro Biondo di Palermo, dalla Compagnia La
Pirandelliana e dal Teatro Sannazaro di Napoli.
Una chiusura del cerchio per De Fusco, che dopo aver tanto studiato Pirandello,
interpretandolo spesso proprio alla luce di quella teoria che Macchia formulò attorno al
Così è (se vi pare) diretto da De Lullo, approda infine a questo testo, uno dei più compiuti
sotto ogni punto di vista e quello in cui diventa più che mai chiaro il senso del teatro come
processo. Nel rispondere agli altri e nel dialogare tra loro, la signora Frola e il signor Ponza
non hanno infatti più bisogno di fingere che il pubblico non esista: è anzi proprio al
pubblico che parlano, ognuno difendendo se stesso e ognuno cercando di dimostrare i
difetti e la pazzia dell’altro. È proprio questo processo di messa a nudo di se stessi e di
racconto della propria vicenda la tortura di cui parla Macchia: una sofferenza atroce ma
allo stesso tempo un bisogno ineludibile, l’unico modo per rivendicare la propria esistenza.
Un bisogno che, oggi più che mai, siamo tutti in grado di comprendere e di fronte al quale
ci riveliamo vulnerabili, anche attraverso l’ossessiva esigenza di condivisione che passa
dalla socialità virtuale: Pirandello aveva già intuito che non raccontarsi è come non esistere
e ne aveva presagito le conseguenze insieme a quelle della morbosa curiosità dello sguardo
altrui.