Prometeo, ovvero il trionfo della Natura sulla Tecnica
con la compagnia teatro iniziatico diretta da Angelo Tonelli
Evento teatrale liberamente tratto da Eschilo nella traduzione di Angelo Tonelli (Bompiani editore)
Con:
Stefania Borzillo
Laura Martorano
Solange Passalacqua
Piermaria Piccini
Davide Ramoretti
Angelo Tonelli
Regia: Angelo Tonelli
Scenografie da Giuliano Diofili
Coreografie: Annalisa Maggiani
Melodie e canti in greco antico: Phoskaiskià
Maschere:Amal Fasairy
Costumi: Atelier Arthena
Musiche: Pìermaria Piccini, Arthuan Rebis e altri
Sound design voce di Prometeo: Gabriele Gasparotti
Design locandina: Verbaurea
Troppo spesso Prometeo viene interpretato come l’eroe che,contrapponendosi alla volontà degli Dei e in particolare di Zeus, offre agli umani le varie tecniche, di cui il dono del fuoco è simbolo, per alleviarne le sofferenze. Diventa così il paladino della razionalità e della tecnica, a tal punto che gli ideologi del transumanesimo ne fanno la loro bandiera.
Ma il mito di Prometeo, in particolare come ce lo propone Eschilo, risuona ben diversamente. Prometeo, nel Prometeo incatenato, è autore di un grave atto di tracotanza, perché si contrappone a Zeus, che è il garante dell’ordine naturale, e dona il fuoco agli umani ingannando il padre degli Dei. La conoscenza tecnica, di cui Prometeo è simbolo e archetipo, nasce con questo vizio di fondo: la contrapposizione all’equilibrio naturale. Apre così la strada alla sua totale noncuranza della Natura e del sacro, e alla sua progressiva dominazione sull’agire umano, che oggi va culminando, e che se non viene contrastata e bilanciata, porterà al degrado della civiltà, e forse alla deflagrazione globale, attraverso l’uso di armi di inaudito potenziale distruttivo. E le armi atomiche, chimiche e simili sono frutto della tecnica.
Per questo Prometeo viene da noi rappresentato attraverso la sua voce riverberata e metallica. Gli fa da contraltare, scisso dalla voce, ma in interazione con essa, il suo corpo sensibile, portatore di una maschera che allude alla sua natura meccanica
Perché l’umanità di cui il transumanesimo si fa promotore (attraverso l”irruzione in incipit della performance di un suo delirante e robotizzato propagandista) è una (dis)umanità scissa dalla sua dimensione emozionale, spirituale, sentimentale, creativa.
A conclusione, dopo lo sprofondamento di Prometeo nel Tartaro, in accordo con quello che doveva essere il contenuto del Prometeo liberato, sulla base di alcuni frammenti a noi giunti di questa tragedia, si compie la riconciliazione con Zeus, e Prometeo viene ritualmente riammesso tra gli Dei, a patto che si impegni a rispettare Zeus, ovvero l’ordine naturale.