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A Libi’n Selàa “Tra utopia e realismo. Appunti sul Sessantotto”.
9 Agosto | 9:30 pm - 10:30 pm
Gratuito

Domenica 9 agosto alle ore 21,30 nuovo appuntamento a Tellaro per la rassegna Libi ‘n Selàa, organizzata dalla Mutuo Soccorso di Tellaro in collaborazione con il Comune di Lerici. Nella piazzetta dell’ex oratorio verrà presentato il libro curato da Giorgio Pagano “Tra utopia e realismo. Appunti sul Sessantotto“.
Protagonista sarà Chiara Dogliotti, storica e coautrice del libro, con una lectio magistralis su “Perdere la parola. La violenza politica e il Sessantotto”.
Quale sia il rapporto che intercorre tra il Sessantotto e la stagione della violenza politica degli anni Settanta è questione che è stata a lungo al centro di opposte interpretazioni: da un lato, la
rappresentazione del Sessantotto come un’età dell’innocenza, bruscamente interrotta dalla strage di piazza Fontana che segna la nascita della stagione della violenza vista, in questa prospettiva, come un fenomeno soprattutto reattivo a una minaccia; dall’altro, l’individuazione nella contestazione della prima tappa della parabola della lotta armata in Italia.
Quale sia il rapporto che intercorre tra il Sessantotto e la stagione della violenza politica degli anni Settanta è questione che è stata a lungo al centro di opposte interpretazioni: da un lato, la
rappresentazione del Sessantotto come un’età dell’innocenza, bruscamente interrotta dalla strage di piazza Fontana che segna la nascita della stagione della violenza vista, in questa prospettiva, come un fenomeno soprattutto reattivo a una minaccia; dall’altro, l’individuazione nella contestazione della prima tappa della parabola della lotta armata in Italia.
L’esame, svolto da Chiara Dogliotti, di queste opposte interpretazioni consente di mettere a fuoco le ambivalenze che attraversano il Sessantotto italiano: la compresenza di pacifismo e fascinazione per la violenza rivoluzionaria, afflato libertario e irrigidimento ideologico, ampliamento della partecipazione democratica e radicale delegittimazione delle istituzioni.
Riconoscere la presenza di culture e linguaggi della violenza già nella stagione della contestazione non significa tuttavia tracciare una genealogia lineare che conduca dal Sessantotto al terrorismo. Molte e profonde sono le linee di frattura tra i due fenomeni, tra queste particolarmente significativa risulta essere il diverso rapporto con la dimensione collettiva e con la parola: alla “presa di parola”, che costituisce uno dei tratti più profondi dell’esperienza sessantottina, si contrappone, nella scelta della lotta armata, la progressiva sostituzione della mediazione politica con l’eloquenza assoluta del gesto. È in questa tensione tra presa e perdita della parola che si cercherà una possibile chiave di lettura del rapporto, complesso e non lineare, tra Sessantotto e violenza politica.
Riconoscere la presenza di culture e linguaggi della violenza già nella stagione della contestazione non significa tuttavia tracciare una genealogia lineare che conduca dal Sessantotto al terrorismo. Molte e profonde sono le linee di frattura tra i due fenomeni, tra queste particolarmente significativa risulta essere il diverso rapporto con la dimensione collettiva e con la parola: alla “presa di parola”, che costituisce uno dei tratti più profondi dell’esperienza sessantottina, si contrappone, nella scelta della lotta armata, la progressiva sostituzione della mediazione politica con l’eloquenza assoluta del gesto. È in questa tensione tra presa e perdita della parola che si cercherà una possibile chiave di lettura del rapporto, complesso e non lineare, tra Sessantotto e violenza politica.
Chiara Dogliotti sarà introdotta da Giorgio Pagano.