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SUMMARY:Il Tempo\, un istante. Un viaggio tra arte\, moda e celebrità
DESCRIPTION:Dal 21 marzo al 7 giugno\, il Castello di Lerici ospita la mostra “Il Tempo\, un istante”\, progetto espositivo dedicato alla ricerca fotografica e audiovisiva di Rossano B. Maniscalchi\, artista e regista di rilievo internazionale. La mostra accompagna il visitatore in un viaggio che attraversa oltre venticinque anni di ricerca\, restituendo l’evoluzione di uno sguardo capace di muoversi con coerenza tra fotografia di moda\, fine art\, ritratto di celebrità e regia cinematografica. \nUn percorso che mette al centro i temi del tempo\, della visione e dell’interiorità\, invitando lo spettatore a rallentare e a vivere l’immagine come esperienza\, memoria e pensiero. Il progetto espositivo si articola in sezioni\, concepite come momenti di un’unica evoluzione artistica: dalla fotografia di moda\, intesa come laboratorio formale e narrativo ai ritratti di personalità emblematiche del nostro tempo\, restituiti nella loro dimensione più autentica. \nNel lavoro di Maniscalchi la luce diventa strumento di scrittura\, la composizione una grammatica emotiva\, il tempo una materia da modellare. \nArtista dalla carriera internazionale\, Rossano B. Maniscalchi ha lavorato con i più importanti brand della moda\, ha ritratto figure centrali della cultura\, dell’arte e della scienza contemporanea ed esposto in musei\, istituzioni culturali e gallerie in Europa\, Stati Uniti e Asia. Le sue opere sono state pubblicate sulle principali riviste internazionali e raccolte in numerosi volumi. \n“Questa retrospettiva non è per me un punto di arrivo\, ma un momento di condivisione profonda con il pubblico e con Lerici\, all’interno di una ricerca che continua a trasformarsi. Ogni immagine\, ogni film\, nasce dal tentativo di rendere visibile un pensiero\, un’emozione\, un tempo interiore. Attraverso questa mostra condivido non solo opere\, ma un modo personale di guardare il mondo\, in cui fotografia e cinema si incontrano come naturale evoluzione del mio percorso” è il commento di Maniscalchi. \nCon “Il Tempo\, un istante”\, il Castello di Lerici si conferma luogo di dialogo tra arte contemporanea\, storia e paesaggio\, offrendo al pubblico un’esperienza espositiva intensa e immersiva\, capace di unire linguaggi diversi in una visione artistica profonda e coerente. \nL’inaugurazione si terrà il 21 marzo alle 11.00 e la mostra sarà visitabile fino al 7 giugno. \nInfo Castello San Giorgio \n 
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SUMMARY:L'artista Carlo Bacci in mostra alle Ondine
DESCRIPTION:Inaugura il 3 aprile alle ore 18\,30 Flusso Marino la nuova mostra delle opere di Carlo Bacci\, allestita presso l’albergo delle Ondine a Tellaro. \nScopri di più su Carlo Bacci cliccando qui!
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SUMMARY:La rassegna DIECI apre con DOREMIFASOLLASI di Jaya Cozzani Chandra
DESCRIPTION:Dal 4 al 26 aprile 2026\nOPENING sabato 4 aprile dalle ore 18 \nLa rassegna DIECI apre con la mostra DOREMIFASOLLASI dell’artista Jaya Cozzani Chandra in collaborazione con il compositore Sergio Chierici e la curatela del critico d’arte Mattia Lapperier.\nIn questa performance l’artista prende per mano i visitatori facendoli entrare in un mandala poetico dal sapore di un abbraccio sensoriale onirico tra pittura e musica.\nGuido Ferrari\nDirettore Fourteenartellaro e ideatore della rassegna \nL’accordo del Mondo: l’armonia segreta delle cose\nMattia Lapperier\nEsiste una soglia\, sottile come una velatura d’acqua\, in cui il suono si fa colore e il tempo si trasforma in spazio. La mostra Doremifasollasi di Jaya Cozzani Chandra\, ospitata nell’intimo scrigno di Fourteenartellaro\, si pone esattamente su questo crinale: un’esperienza sinestetica dove la pittura non è semplice rappresentazione ma risonanza. Sette acquerelli\, come le note della scala diatonica\, tracciano un percorso meditativo che culmina nell’oro del “La”\, la frequenza fondamentale\, il punto d’appoggio necessario per accordare l’intero universo sensibile.\nIl lavoro di Jaya Cozzani affonda le radici in un’esigenza comunicativa primordiale. Nel dicembre del 1986\, appena arrivata in Italia\, la pittura divenne per lei il linguaggio dell’accoglienza: fu sua madre a porgerle i pennelli\, intuendo che l’arte potesse annullare la distanza linguistica e colmare il vuoto del non-detto. Da allora\, il dipingere è rimasto per l’artista un atto di presenza radicale. Non è un caso che Cozzani definisca i suoi acquerelli “Il primo esercizio del giorno”: un rituale quotidiano\, necessario e intimo come il respiro\, una forma di meditazione che prepara lo sguardo alla complessità del reale.\nIl cuore cromatico di questa ricerca è il ceruleo; pigmento che l’artista ha elaborato e raffinato in anni di studio. È un colore che porta in sé l’eredità delle divinità indiane\, una tonalità che non si impone sulla carta\, ma sembra “tirare fuori” ciò che è già presente nel supporto\, rendendo visibile il flusso. L’approccio all’acquerello\, nato dietro suggerimento del maestro Remo Salvadori\, ha permesso all’artista di trovare la perfetta corrispondenza tra il proprio mondo interiore e la materia esterna. In questa tecnica\, il tempo è l’elemento determinante: l’acqua impone un ritmo\, una danza tra l’attesa e la decisione\, dove l’errore diviene parte del processo e il gesto può farsi fluido\, univoco.\nDal gesto nasce la spirale\, una forma che per Cozzani non è solo decorativa\, ma astronomica. Appassionata di astrofisica\, l’artista proietta sulla carta la struttura del Wormhole\, il tunnel spazio-temporale che collega punti distanti dell’universo. La sua è una ricerca spaziale che si muove tra il microcosmo del foglio e il macrocosmo delle galassie. Ogni acquerello è una vibrazione\, un’onda che si propaga partendo da un centro energetico per espandersi verso l’ignoto.\nIn questa esposizione\, la componente sonora diviene strutturale grazie alla collaborazione con il compositore Sergio Chierici. Qui la musica non è un semplice sottofondo ma l’estensione naturale del segno pittorico. Il richiamo alla musicalità è d’altronde un tema caro all’artista\, come peraltro dimostra il suo libro d’artista nato dal recupero di Index 2003 (Charta): un volume sottratto all’oblio della chiusura della casa editrice e trasformato\, attraverso suggestioni nate da installazioni di spartiti\, in un nuovo organismo plastico e concettuale.\nVisitare Doremifasollasi significa entrare in un flusso di accordature. Dalle sei variazioni cerulee fino all’epifania dorata del “La”\, Jaya Cozzani ci invita idealmente a sostare nel silenzio operoso del suo studio\, dove la pittura diventa uno strumento per sintonizzarsi con l’armonia segreta delle cose. La sua è un’esortazione a riscoprire la bellezza dell’attimo che si fa eterno\, un accordo perfetto tra la terra delle origini e il cielo della visione.\nSeptem Limina (“Sette soglie”)\nSergio Chierici\nQuesto lavoro nasce come estensione sonora dei sette dipinti di Jaya Cozzani Chandra. Le opere erano già state concepite prima della musica\, ma nel momento in cui si è iniziato a immaginarne concretamente l’esposizione\, osservandole e comprendendone il modo di disporsi nello spazio\, è nato in modo naturale e spontaneo un preciso pensiero sonoro.\nLa composizione si basa sull’alternanza tra un Fondale\, costituito dalle singole note Do-Re-Mi-Fa-Sol-La-Si come campi sonori successivi\, spazializzati secondo la disposizione dei dipinti\, e una Figura\, mobile e cangiante\, fatta di arpeggi\, accordi ed eventi timbrici che si sviluppano attorno a ciascuna finalis modale. L’intonazione prende come riferimento il La 435 di un harmonium reale\, mentre il temperamento pitagorico restituisce alla materia sonora una tensione limpida\, fondata su rapporti semplici.\nPiù che accompagnare le opere\, la musica cerca di attraversarle dall’interno\, trasformando il passaggio da una nota all’altra in una soglia percettiva\, in un ciclo continuo tra spazio\, colore e ascolto. Ringrazio Jaya per condividere con lei questo primo lavoro espositivo\, nel quale l’arte visiva e la musica trovano una comune forma di risonanza.
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LOCATION:Fourteen Artellaro\, Piazza Figoli 14\, Tellaro
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